
Memoria d'Arbitro
Quando un pomeriggio d'autunno, gli occhi severi di Don Mario Palmieri,-mitico Presidente Regionale F.I.G.C.- già sentenziavano le "gesta" di suo nipote arbitro di fresca nomina, uno scarso pubblico, fatto di genitori di quei ragazzini-calciatori giunti li alla spicciolata dopo la scuola, commentava in modo ironico l'esordio del direttore di gara: "Su guagliuni si un dimagriscia, u nu po' fa l'arbitru!", "lassaci futta compà cu nné cosa!". Io che quel dazio l'avevo pagato qualche anno prima, mi sentivo stranamente coinvolto.
Cominciò così anche Mario Palmieri a masticare saliva e sudore impastato a polvere di campetti di periferia.
L'età era quella del tramonto adolescenziale, goliardico lo spirito. L'assiduo frequentarci di allora andava ben oltre la passione che ci univa. Mi ricordo di scherzi pazzeschi, fantomatiche designazioni telefoniche a colleghi in attesa dell'esordio, appuntamenti fantasma la domenica mattina, ore interminabili nei pressi dei vari svincoli dell'autostrada per ritornare a casa.
E poi allenamenti intensi, salite, chilometri, tendini infiammati, ripetute sui 300-800-1000 mt., lo stomaco in gola, crampi alle viscere, sguardi strabici dall'affanno, "Amu finitu Marù?", "Macchè fra 30 secondi si riparte", "ia dò un cià fazzu cchiù".
E poi trasferte, auto danneggiate, vestiti inzuppati, carabinieri, sputi, docce fredde, guappi di paese, risse, abbuffate in autogrill a raccontarci l'ennesima avventura. E quello strano modo di chiedere al collega la sua prossima gara: "Addì fa rida a duminica?". Un cercarsi continuo per consigli, pareri, referti di gruppo.
C'è una fase di spensieratezza nella vita comune a tutti intorno a quella età, per noi era solo calcio e divertimento. La scomparsa di uno di noi ne segnò la fine.
Gli anni passano e portano maturità e anche soddisfazioni.
In quel gruppo d'arbitracci (non male a dire il vero) si era intuito già da tempo chi si elevava dal branco, non solo per naturale stazza. Ottima tecnica, senso tattico, fisico giusto, ascendenza innata sui calciatori, perfetto conoscitore di regole e casistica.
Come un campione del ciclismo, ringrazia i sui gregari e li stacca. Vola senza sforzo al traguardo, è vince per tutti.
Adesso negli stadi più importanti d'Italia, annunciano: "Arbitra il Sig. Palmieri di Cosenza".
Lui lo conosce quel sapore di saliva e sudore impastato a polvere di campetti di periferia.
Giovanni Mondera