
Una memorabile domenica pomeriggio di sofferenza
Era da qualche tempo che non scrivevo su questo sito ma i fatti di domenica con la loro intensa carica emotiva meritavano di essere esternati. Avevo quasi deciso di partire per venire a vedere la partita (abito sulla costa) ma un contrattempo mi ha trattenuto facendomi saltare i piani.Penso che la maledizione che ci attanaglia sta ancora colpendo per cui quasi per reazione chiudo la televisione indosso il pigiama e mi metto sotto le coperte dovo provo a dormire.
E' qualche minuto che sono in dormiveglia ripenso alla partita e accendo la radio sul comodino.
La sintonizzo su radio sound (l'unica che riesco a sentire) dove Carchidi piu' che fare una radiocronaca sembra voler incoraggiare la squadra via etere;
mancano pochi minuti alla fine del 1° tempo e penso che se riuscissimo a pareggiare prima della fine potremmo ancora giocarcela. Spiccioli di secondi alla fine, Lentini ruba palla a un difensore e s'invola in area, cade e' rigore, ma persino Carchidi ha un attimo di tentennamento nel giudicare la decisione dell'albitro. Non c'era, penso, ma meglio cosi'. Chiudo gli occhi al buio sotto le coperte al momento della rincorsa di Zampagna ma perfortuna e' la rete del pareggio.
Soddisfatto del recupero e quasi per scaramanzia chiudo la radio e provo a rilassarmi un po' e credo di aver preso sonno. Qualche tempo dopo mi raggiunge mia moglie che mi sveglia e dice: ma che fa il Cosenza?
Guardo la radiosveglia, saremo al ventesimo della ripresa e riaccendo la radio. La voce di Carchidi e' piuttosto delusa e commenta: "dobbiamo ricominciare daccapo come all'inizio del 2° tempo".
Capisco che siamo ancora sul risultato di parita' ma questa volta raggiunti sul 2-2 dal Treviso. Maledizione ci risiamo. Richiudo la radio e chiacchero un po' con mia moglie per cercare di lenire la sofferenza di questa ennesima delusione.
Trascorrono ancora alcuni minuti e mi sovviene un impeto di ottimismo:
dobbiamo farcela non possiamo mollare proprio adesso. Riaccendo la radio: Carchidi, con voce concitata, commenta un assalto all'arma bianca, mancano solo cinque minuti.
Guardo mia moglie e conscio dei suoi poteri paranormali (quando mi manda una jattura colpisce sempre) gli dico:
"tirati sto gol altrimenti e' finita".
Lei socchiude gli occhi e si concentra gurdando verso la radiosveglia.
Il tempo scorre velocemte siamo ormai nel recupero: solo tre minuti.
C'e' ancora un attacco, forse l'ultimo, un pallone intercettato, il Treviso che si distende e porta la palla lontano dalla propria area.
E' proprio finita, penso deluso,
quando improvvisamente il tono di Carchidi sale; abbiamo riconquistato palla,
non sanno come giocarla, qualcuno passa a Lentini:
lui punta l'area salta un avversario ed a quel punto la radiosveglia sembra esplodere.
Roba da non credere: abbiamo segnato all'ultimo tiro.
Salto dal letto e mi trovo a balzellare per la stanza, mia moglie esulta insieme a me, i miei figli mi guardano straniti: e' impazzito.
Anche Carchidi alla radio stenta a riprendersi.
Naturalmente il resto della domenica e' stato tutto rose e fiori. Ho visto la ripresa del gol e' mi e' sembrato per esecuzione e intensita' del momento uno dei piu' belli visti a Cosenza negli ultimi anni. Sono anche contento per questo grande giocatore che con umilta' a saputo rimettersi in discussione e ricomnciare da una provinciale come Cosenza. Ebbene si, il sogno continua e spero sia sotto l'egida di una buona stella. Comunque vada a finire questo campionato ci ha regalato grandi emozioni e speriamo continui a darcele. Di questo dobbiamo ringraziare un gruppo (giocatori e allenatore) che partito senza i favori del pronostico a sei giornate dalla fine e' ancora li' a dire la sua. Naturalmente, come nella migliore tradizione, domenica prossima tutti a Chievo (nel senso di Atalanta, Sampdoria ecc.) ad inseguire un sogno.
GBen